Adesso vi racconterò una storia che ha origini nell’antica Grecia.
Ino è una giovane fanciulla, figlia di Cadmo, fondatore della città di Tebe, e di Armonia, figlia di Afrodite ed Eros, cioè figlia a sua volta della dea più bella e del dio della passione…immaginate come doveva essere, Armonia. Ecco, Ino era figlia di questa donna che io non potrei mai immaginare di descrivere con parole per la sua bellezza.
La giovane Ino sposa Atamante, i due hanno due figli, Learco e Melicerte, ma allevano anche il piccolo Diòniso, figlio adulterino di Zeus. Ovviamente Era, la moglie di Zeus, non è che accettasse di buon grado tutte le relazioni extraconiugali del marito e presa dallo sfinimento era nota per rifarsela praticamente con tutti. Non che fosse molto simpatica, però, c’è da capirla! Il problema è che oltre ad essere esaurita dalla situazione era anche una donna egocentrica e invidiosa da aver paura a starle vicino…insomma, un tipino difficile da gestire. Era incolpa Atamante per aver allevato Diòniso e lo fa diventare pazzo per punizione. Atamante uccide così suo figlio Learco e perseguita la moglie Ino e l’altro figlio Melicerte, i quali per scappare alla furia del marito – padre si gettarono in mare per sfuggirgli. Là Poseidone accoglie Ino e il figlio e offre loro protezione. Ino così diviene una divinità marina e assume un altro nome: Leucotea, ovvero dea bianca.
Non so quale sia stata la sorte di Melicerte, ma Ino – Leucotea, nel suo lungo navigare nelle acque del Mediterraneo, giunge a sfiorare, mi immagino, con la sua veste candida e leggera, anche le coste del nostro paese.
Qui il mito greco si interrompe, ma inizia quello romano. Si narra infatti che le Nereidi condussero la bella Ino alla foce del Tevere per sfuggire per sempre all’ira di Era e venne accolta a Roma, presso Carmenta, dea delle gravidanze, delle nascite e delle levatrici, molto adorata dalle donne romane.
Ino-Leucotea, a Roma, oltre ad essere la divinità marina che conosciamo, diviene la dea dell’ Aurora, del giorno che nasce, che sorge, che si leva alto e illumina tutto. Diviene la Mater Matuta, la dea invocata durante il parto, come ad aiutare la dea Carmenta nel suo ruolo di divinità legata al parto. Ma la Mater Matuta, col passare dei secoli, assume un’importanza maggiore di Carmenta nella cultura romana, e le sue grazie sono cantate da Virgilio e da Ovidio.
Ino-Leucotea, Mater Matuta e Italia sono gli stessi nomi utilizzati per una stessa divinità. Figlia dell’Armonia, dea dei mari, dea del sole che sorge, del giorno che nasce, dea della vita nuova.
Tutto questo è la nostra Italia.
Una donna meravigliosa che racchiude in sé tutta la nostra storia e la nostra cultura che originano dall’antica Grecia e dai Romani. E’ figlia dell’Armonia, di un equilibrio elegante fra molti elementi diversi tra loro, ma che formano un qualcosa di unico, allo stesso tempo vivace e leggero. E’ dea del mare, di quel mare che bagna le nostre coste e che ci mette in comunicazione con gli altri paesi del Mediterraneo, perchè quell’acqua che bagna le coste di tutti i paesi del Mediterraneo è acqua che condividiamo, che fa sì che siamo meno distanti, che ci permette di avere un qualcosa in comune con culture così diverse. Il mare è quel mezzo di comunicazione naturale fra il nostro paese e i paesi a noi vicini. Il mare accorcia le distanze.
E Italia è anche un nuovo giorno, la speranza nel futuro, la voglia di guardare avanti, è l’aria fresca del mattino che accompagna questi colori accecanti, abbaglianti e allo stesso tempo delicati che colorano il cielo. E’ un respiro nuovo, di fiducia per quello che verrà.
E poi è dea della nascita. Noi siamo il Paese dove si può dire l’Arte sia nata. E quest’arte nasce dall’Armonia . Noi siamo un popolo di Arte ed armonia. La nostra terra è terra di nuova vita, è terra generosa, dove tutto germoglia, dalle piante ai pensieriE’ un paese generoso, l’Italia, è un paese che fa figli, che perpetua la vita. E’ un paese giovane, questa Italia, che guarda con occhi vivaci a ciò che ha intorno e all’avvenire, un po’ come coloro che hanno fatto il nostro Risorgimento, tutti giovani, vigorosi ed con quella luce negli occhi che solo i giovani hanno. Sono solo 150 anni che esiste come realtà unita, l’Italia, ma sono millenni che il nostro territorio si identifica in quella unica parola.
Io ho solo parafrasato un nome, un nome che potesse descrivere tutto quello che il nostro Paese, unico, racchiude in sé. Questo è quello che gli antichi hanno immaginato per noi italiani e degno di noi italiani. Ed è nostro dovere difendere tutto ciò che di meraviglioso è questo nostro Paese, per onorare e rispettare le nostre origini e per far sì che questo Paese unico al mondo mantenga la propria bellezza inalterata nei secoli.
