Le parole sono un’arma a doppio taglio.

Perché per quanto spesso possiamo formulare dei discorsi, dei pensieri, dei concetti nel modo più chiaro possibile, mai e poi mai saremo sicuri che vengano recepiti nel modo corretto. Ognuno filtra ciò che sente/ legge a seconda del proprio vissuto personale…e siccome i vissuti personali sono diversi, le interpretazioni sono diverse. Così, dal niente, nascono le incomprensioni. Nascono gli attriti. Ci si allontana, ci si chiude. Si tirano muri che ci proteggano. Non si è capito nemmeno da cosa.

Io odio le parole. Perché sono una limitazione a quello che vivo dentro me. Che è completamente diverso da quello che c’è fuori.  Le parole sono gabbie, ci servono per comunicare, ma non tutto è esprimibile, non tutto quello che si vuol comunicare è comunicabile con un solo mezzo.  Saper usare le parole per evocare un certo tipo di cose e immagini inconsuete, senza deturparle, valorizzandole una ad una e nel loro insieme, è un’Arte. Ma bisogna essere bravi. Bisogna essere dei pittori.

Credo sia per questo che esistano le altre Arti, per permettere all’uomo di esprimere cose inesprimibili con le parole. Non importa di che tipo siano, queste Arti, “Tutte le cose fatte bene sono Arte”. Tutte le cose che puntino a una qualità alta (che quest’oggi conta sempre meno), piuttosto che alla quantità.

Io da grande voglio essere un’artista. Per elogiare le Bellezze di questo mondo che sono sempre più difficili da scorgere.