Da piccina, nelle calde giornate d’estate, capitava di fare dei lunghi viaggi in macchina con mio zio per le strade assolate della Sicilia, in mezzo a campi di grano, incontrando solo qualche raro albero lungo la strada…Mio zio aveva una cassetta di Patti Pravo che metteva sempre per rendere più piacevole il viaggio. La cassetta era di plastica bianca, con l’etichetta celeste e i titoli delle canzoni in nero…io credo che quello sia stato uno dei desideri più grandi della mia infanzia, per anni ho tentato di portarmela via (senza successo), senza che se ne accorgesse. Semplicemente perché impazzivo letteralmente per una canzone: “La valigia blu”. Ma ce n’erano tante altre di canzoni più famose e decisamente migliori, però questa, ripetitiva fino alla morte e assolutamente mediocre dal punto di vista musicale, mi metteva allegria, tanto che uno dei ricordi più vividi che ho nella memoria sono io che salto in macchina sui ginocchi (sì, sui ginocchi), come una pazza cantando a squarciagola, con mamma dietro accanto a me che cerca di tenermi e che ride e zio che guida e si gira a guardarmi sorridendo contento.
Questa sera mi è ritornata in mente dopo non so quanto tempo…e leggendo le parole di quella stupida canzone mi sono commossa. Perchè oggi, a 20 anni di distanza, quella valigia blu, inconsapevolmente, io me la porto dietro tutti i giorni. E’ il mio sorriso interiore. E già qualche anno fa ho deciso di viaggiare con quella valigia blu al mio fianco per tutta la vita…è una semplice e pura coincidenza, forse, ma mi piace immaginare che sia stato un dolce e tenero insegnamento che già dalla mia infanzia, grazie a questa canzone, ho custodito dentro di me.
Grazie, Patti.
La valigia blu non l’ho certo
dimenticata la porto via con me
la valigia blu per le scale
non pesa niente che giornata sara’
la valigia blu sono in strada e
ricomincia la raccolta
quante cose da prendere
ogni giorno ce n’e’ di piu’
quanta gente vedo intorno a me
quanti cuori senza piu’ padrone
e sorrisi no
i sorrisi gia’ da tempo
non li trovo piu’ no
la valigia blu un bambino si porta un
cesto ch’e’ grosso come lui
non ci penso piu’ rubo il pianto ch’e
spento in gola lui mi guarda e fa ciao
ma non sapro’ mai se gli ho tolto
la malinconia per sempre
la valigia blu c’e’ nell’aria
l’odore forte della pioggia che verra’
e c’e’ un uomo li’ che ha bisogno di un
po’ di sole se non vuole andar via
rubo qualche nuvola e col sole
ho in regalo una collana
cambio strada ma gia’ so che
io di diverso niente trovero’
e continuero’ a rubare tristezze
solo a chi mi lascia ma certo
solo a chi mi lascia portarle via
la valigia blu c’e’ una donna che
sta in silenzio aspettando chi pero’
forse non verra’ rubo tutta
la sua paura di non vivere piu’
lei mi guarda e poi mi fa un
sorriso e finalmente torna a casa sua
la valigia blu e quel bambino
mi ha guardato e poi mi ha detto ciao
la valigia blu quell’uomo li’
mi ha regalato una collana
la valigia blu non l’ho certo
dimenticata la porto via con me
forse riusciro’ a ritrovar sorrisi
con la mia valigia blu
la valigia blu la valigia blu
la valigia blu la valigia blu
la valigia blu ritrovero’
sorrisi con la mia valigia blu
ritrovero’ sorrisi
con la mia valigia blu
